INTERVIEW:LUCA BASILICO
>Intervista realizzata a Luca Basilico per il sito skatemilano.com - giugno 2014
La quinta edizione del Big One si terrà il prossimo week end ed abbiamo colto l'occasione per scambiare due parole con Luca Basilico, sia per parlare dei differenti progetti che porta avanti, sia per riscoprire alcune delle sue videoparts più interessanti.
Ciao Luca! Partiamo dal 1994, dalla tua video part di GoodMorning, che hai recentemente pubblicato...così giovane e con un gran bagaglio di tricks e stile. Ci racconti qualcosa di più questo video, come è nato, quali altri skaters ci sono, il periodo che si conserva su quel nastro che hai recentemente pubblicato?
Urca partiamo da lontano. Good Morning è un video che Ale Formenti ha filmato ed editato tra il '93 ed il '94. E' un progetto inizialmente nato per essere il video di un marchio di tavole che produceva Action Now, il brand si chiamava Reaction. Poco prima della fine del filming il “committente” decise di tirarsi indietro e così Ale montò il video senza riferimenti a marchi o altro ed inserendo anche rider che erano parte della nostra cricca ma non giravano per Reaction.
Quest’anno Blast Distribution è stata premiata da Dwindle Distr. come miglior distributore internazionale, complimenti! Cosa rappresenta questo premio per Blast e come si differenzia l’approccio americano allo skate business rispetto quello italiano?
All'inizio di Dicembre 2013 sono stato invitato per tenere delle presentazioni marketing a Los Angeles in occasione di un meeting che Dwindle aveva organizzato tra i vari brand manager e i distributori/rappresentanti di Nord e Sud America. La cosa già di per se ci pareva un riconoscimento notevole. A presentazione finita è saltato fuori che avevano deciso di premiare Blast! come migliore distributore del 2013. Il premio consegnatomi a sorpresa da Steve Douglas e Bod Boys è una tavola ritagliata a forma di “FUCK YEAH”… Sono andato in Tilt e credo lo stesso sia successo in ufficio a Seregno quando ci siamo sentiti la mattina dopo.
Quale è la differenza di approccio negli affari tra Italia e USA?
Principalmente una questione di dimensioni. Negli Stati Uniti c’è molto mercato domestico ed una naturale proiezione verso l’estero. Forse anche per questo gli americani credono nel proprio potenziale (a volte pure troppo) e tendono ad essere più spregiudicati e rischiare di più. Noi in genere, soprattutto quando si parla di skateboarding, tendiamo a giocare sulla difensiva diventando così il maggiore limite noi stessi.
Ci sono stati alcuni cambiamenti di recente nel team Blast; alcuni rider affermati hanno lasciato il posto a nuovi giovani talenti, ultimo ingresso Alessandro Morandi. Il team è uno dei più concreti d’Italia, a quando un bel video?
Sì, dopo 8 anni di attività siamo arrivati al primo vero e proprio ricambio generazionale. Nulla di grave o traumatico, direi che si tratta di una evoluzione naturale. Rimane la stima, l’amicizia e la gratitudine per chi ha condiviso con noi un pezzo della propria storia di skater. Quello di riuscire a fare un full lenght video è un bel sogno che non è detto, presto o tardi, si possa realizzare. Per la seconda parte del 2013 ci dedicheremo però alla produzione di una serie di video mensili in stile rubrica di Ride Channel. In questo momento credo più nella potenzialità di piccoli video periodici ben strutturati in grado di rappresentare lo skateboarding quotidiano dei nostri rider… a casa, in tour ai contest. Ci sto ragionando su in queste settimane. Non appena chiuso il capito Big One mi ci dedicherò.
Fvtvra Skateboards negli ultimi tempi ha cominciato a muovere passi significativi. Sono uscite le nuove tavole, è uscito un bel promo (TWIM) con i suoi ottimi riders. Progetti per il fvtvro?
Continuare così. Molta attenzione ai prodotti: sono in uscita 3 nuove serie di tavole da qui a fine anno e un po' di abbigliamento riservato ai rider. Circa un anno fa abbiamo affidato la direzione creativa della company a Massimo “Bod” Ciceri che è l’autore delle grafiche TWIM, dei video e degli AD che avete visto ultimamente. Bod è uno skater della mia generazione con cui abbiamo condiviso (sia io che Lorenzo) molti anni di skateboarding… Oltre ad essere un amico di vecchia data è un eccezionale creativo a 360°. Top. Quanto ai rider sono molto soddisfatto dei frutti che sta dando il programma FVTVRIDERS, si tratta di una sorta di flow attivato in collaborazione con gli skateshop. Un buon modo per aiutare giovani skaters promettenti ed al contempo arruolare riders nell’official team. Nel team ufficiale ora ci sono Elmo e Ale Cesario, mi piacerebbe aggiungere qualcun’altro presto!
La Society Plaza di Seregno è fra le prime e migliori skateplaza d’Italia; la vostra associazione di certo ha lavorato molto nel contesto locale per ottenere questo risultato; quali riflessioni si possono fare a 5 anni di distanza tanto sul processo di mediazione quanto sulla struttura in sé? E quali spunti utili possiamo trarre da questa esperienza anche in considerazione del Piano skateboard a Milano?
La questione degli skatepark di questi tempi è un argomento più “hot” che mai. Purtroppo a fronte di un problema reale, l’insufficienza e l’inadeguatezza di molte delle strutture che vengono costruite, c’è un'ignoranza ed una ideologizzazione da parte degli skaters che fa paura e poco sperare.
Per iniziare il discorso poniamo un paio di pietre miliari. 1) Giunti nel 2014 non si può derogare (se non in particolari casi) sul fatto che gli skatepark pubblici debbano essere costruiti in cemento. 2) La tecnica con cui gli skatepark in cemento vengono costruiti e quali aziende li costruiranno non dovrebbe essere un problema che riguarda gli skaters a patto che l’azienda costruttrice rispetti pedissequamente tre cose: progetto, budget e qualità di costruzione. Progetto, budget e qualità NON devono e non possono essere scelti dall'azienda costruttrice, ma devono essere imposti dal committente: il comune.
Il comune deve agire nell'interesse degli utenti che sono gli utilizzatori finali della struttura: e qui arriviamo al nocciolo della questione che sta nella trafila burocratica che porta alla realizzazione di uno skatepark. La prima mossa avviene a livello politico. L’assessore di riferimento recepisce una richiesta (in genere fatta dagli skaters), trova i fondi necessari all'interno del bilancio comunale (in genere quello che avanza) e passa l’incarico di costruire lo skatepark agli uffici tecnici del comune.
Nel 99% dei casi l’architetto (geometra o ingegnere) di cui sopra non ha competenze specifiche nel disegno e nella costruzione degli skatepark. In genere si trova ad avere a che fare con i “ragazzi” (gli skaters) che non sanno andare oltre uno schizzo privo di dettaglio (nel migliore dei casi). Non potendosi affidare ai “ragazzi”, non sapendo come fare da sé, fa la scelta più comoda (ed apparentemente logica): si ricorda di un rappresentante di parchi giochi che vende anche rampe da skateboard, lo chiama e questo in men che non si dica gli serve su di un piatto d’argento uno skatepark standard che “fitta” il budget a disposizione. Le strutture sono omologate e a norma. Lui è tranquillo e gli skaters si devono accontentare.
Come evitare tutto ciò? Un modo c’è: l’ufficio pubblico deve essere nelle condizioni di PROGETTARE internamente e nel dettaglio lo skatepark e per farlo ha bisogno di un consulente al progetto che sia in grado di parlare al contempo il linguaggio dell’architetto e quello degli skaters. A quel punto sarà subito chiarito (al consulente) che lo skatepark deve essere realizzato in cemento. Deve essere progettato tenendo conto delle aspirazioni degli skaters. Non deve essere uno skatepark standard ma diverso da tutti gli altri nella stessa area, provincia, regione. Il consulente al progetto potrà collaborare alla stesura di una gara d’appalto scendendo in ogni necessario dettaglio affinchè lo skatepark venga realizzato a dovere ed avrà l’autorità per andare in cantiere e fare rifare i lavori che NON VANNO bene… E vi garantisco che qualcosa che non va c’è sempre. Chi può fare il consulente al progetto? La buona notizia è che non siamo più negli anni ‘90 e gli skaters della mia generazione, e non solo, sono diventati grandi, ci sono architetti e geometri e possono svolgere a dovere questo ruolo. Se non ne conoscete cercate. Se riuscite a mettere in piedi il vostro progetto spiegando al politico che vi ascolta, i rischi e l’iter di cui sopra, se riuscite a piazzare il vostro uomo nel posto giusto… state ben certi le cose andranno in un certo modo: per il meglio. Altrimenti affidatevi alla sorte. Impigritevi subito dopo aver presentato una petizione e fatte due riunioni in comune… e poi sperate nel miracolo che di rado arriva. Seregno dove ho fatto io da consulente; Bolzano, Cesena, Faenza altri dove ha lavorato Marco Morigi; Desenzano e Bergamo (polaresco) dove ha fatto da Consulente Pablo Baruffo sono alcuni esempi di riuscita seguendo questo modus operandi. Se il lavoro di consulenza è ben fatto non serve per forza che sia una azienda di skaters a costruire… può farlo chiunque in trasparenza e sicurezza.
La prossima settimana il Big One spegnerà la sua quinta candelina. Ci puoi svelare qualcosa di più, ci saranno riders internazionali o demo in programma?
La sorpresa migliore che mi auguro è il ritorno della area street nel flat del BigOne; è una cosa per la quale insieme ad altri mi sto sbattendo da sei mesi. Dovremmo esserci riusciti. Finger Crossed.
Per concludere, ovviamente dopo aver visto Good Morning, quali video di skateboard consiglieresti di vedere assolutamente ai nostri di lettori? Virtual Reality di Plan B. Uno a caso di Alien Workshop. Useless Woodden Toys. Speed Freaks. Hokus Pokus… se vi va di fare un tuffo nel passato.
Grazie della disponibilità Luca! Se vuoi, a tua disposizione lo spazio per un messaggio!
De nada!
Video Good Morning Video Part (1994) di Ale Formenti Futura Twim Video (2013) di Massimo "Bod" Ciceri Blasting Lunch Break (2014) di Mauro Penduto All Apologies (2003) di Strange Skateboards
Intervista Andrea Mariani


