INTERVIEW:MAX BONASSI




>Intervista realizzata a Max Bonassi e pubblicata sul sito dell'asd Skate All - Ministero dello Skateboard in occasione della giornata trascorsa dai giovani skaters dell'associazione presso la bastard bowl di Milano durante il mese di febbraio 2014. 

Per il prossimo appuntamento della teen track (sabato 1 marzo ore 15) ci sarà una bellissima sorpresa per i nostri giovani riders, l'incontro con Max Bonassi, presso la bastard bowl di Milano. Max e Bastard sono dei punti di riferimento nell'ambito del settore skateboard e snowboard in Italia; la bowl e gli spazi lavorativi dell'azienda sono collocati all'interno di un edificio storico della città, l'ex Cinema Istria. Un luogo speciale, ormai conosciuto a livello internazionale, il quale ha ospitato nomi che sono già leggenda, come Giorgio Zattoni, Steve Caballero, Cristian Hosoi, Tony Alva, Aaron Homoki, Tony Hawk...insomma il sogno di ogni skater!
  

Ciao Max, è davvero un onore poterti rivolgere (più di) qualche domanda; tutti ti conoscono per il marchio bastard, però io comincerei dal Max Bonassi skater prima di bastard, di dove sei, quando e dove hai iniziato a skateare? 
Ciao, sono nato a Bolzano nel 1963 e tra i 9 e i 18 anni ho abitato a Monza dove ho cominciato a skateare nel 1979, ora abito a Casatenovo con mia moglie e tre figlie di 12, 10 e 8 anni e continuo a skateare. Quando ho iniziato a skateare nel '79 lo skateboard stava vivendo l'ultimo periodo del primo boom italiano che durava già da un paio d'anni. I trick di adesso e le tavole di adesso non esistevano, come tante altre cose che noi oggi diamo per scontate, ma che una volta erano impensabili (vedi computer, macchine fotografiche e video digitali, telefoni cellulari, internet etc.). Lo skateboard era solo un mezzo di locomozione per spingersi in giro sui marciapiedi e le gare erano solo di slalom, downhill, freestyle e salto in alto (specialità scomparse nel giro di pochi anni, ma che da qualche anno stanno vivendo un periodo di rinascita). All'estero le istituzioni avevano costruito skatepark e in certe nazioni si era creata una solida base, mentre in Italia no, gli skate erano in vendita solo nei negozi di giocattoli e di qualità ultrascarsa. Se volevi una tavola seria dovevi ordinarla per posta in un negozio americano e se tutto andava bene in uno due mesi la ricevevi. Tra l'80 e l'85 lo skateboard italiano sarebbe scomparso se non fosse stato per uno sparuto gruppo di skaters sparsi per la penisola che in quegli anni cominciarono a costruirsi delle rampe in legno, autofinanziate e spesso abusive. Le prime sono state a Genova, Torino, Roma, Milano, Monza, poi Verona, Bologna e poi Ravenna, Viareggio e via via altre. Ad un certo punto era come un virus che si sviluppava e andava a contagiare le zone più impervie, senza l'aiuto dei media o di internet, solo passaparola e fanzine autoprodotte. Nell'87-88 nacquero i primi giornali, le prime gare importanti e tutto re-iniziò come dieci anni prima, ma con più forza e più esperienza da parte dei praticanti.


Quali erano i tuoi spot di riferimento quando eri teenager? hai uno spot che ti è rimasto nel cuore e qualche skater che ti ha ispirato particolarmente? La rampa di Monza è stata tra le prime, se non la prima, struttura da skateboard delle nostre zone, hai voglia di raccontarci qualcosa, quando è stata realizzata, il sapore dello skateboard durante quegli anni, l'abbigliamento degli skater, la musica..
I miei spot erano la strada, la sera giravo per Milano, frequentavo il muretto di San Babila dove stavano nascendo le prime scene hip-hop con i primi breakers e i centri sociali occupati, che erano gli unici spazi pubblici coperti in cui si poteva costruire qualcosa e fare eventi senza troppa burocrazia. Nel 1985 abbiamo costruito una rampa vert in legno all’interno del parco dell’autodromo di Monza. Era la prima struttura degna di questo nome in tutta la regione, durante la settimana ci andavo appena uscito dal lavoro, dalle cinque del pomeriggio fino a sera. Nei weekend veniva gente da fuori e i fine settimana si trascorrevano nel parco. Tutt’ora lo skate gode di buona salute grazie al contributo di coloro che non seguono gli alti e bassi delle mode e sono rimasti fedeli alla linea costruendo per conto proprio skatepark, fondando giornali, blog, e organizzando eventi.

bastard è una delle realtà più longeve del settore snowboards e skateboards in Italia; costruire un'azienda non è affatto semplice, ed è un lavoro in cui sono impiegate differenti professionalità. Come è nato il marchio e come si struttura un'azienda di questo tipo? Quanto è difficile portare avanti il made in Italy nella complessa situazione odierna?
bastard esiste dal 1994, siamo nati vent'anni fa con l'idea di fare una company di skate, snowboard e abbigliamento italiana che non scimmiottasse semplicemente le company americane famose, ma che portasse idee nuove assieme ad un gusto italiano miscelato sempre con un pizzico di ironia. Il momento attuale ci vede un po' in difficoltà, come tutta l'economia italiana in genere e come la maggioranza delle piccole medie imprese italiane che non hanno un sufficiente sbocco all'estero, ma cerchiamo di sopravvivere. Sarebbe importante che skaters e snowboarders capiscano quanto é importante supportare i brand e i negozi che supportano la scena, e che se non fosse per loro lo skateboard non sarebbe quello che é, e non esisterebbe altro che come giocattolo nei centri commerciali.

Quando nelle veste di clienti entriamo in uno shop, possiamo acquistare in pochi attimi ciò che potenzialmente ha richiesto un lungo tempo di progettazione e realizzazione. Come si sviluppa il processo creativo e produttivo di una tavola da snowboard o di un capo d'abbigliamento, una giacca, o una t-shirt? Tale procedura come è cambiata nel corso degli anni, anche in considerazione delle nuove tecnologie e materiali, e dei nuovi luoghi della produzione? Permettici una curiosità, vedremo in futuro una linea di tavole da skateboard bastard?
Come bastard abbiamo cominciato costruendo tavole da snowboard, ma abbiamo sempre progettato e disegnato completamente tutto ciò che vendiamo. E' sempre stato il nostro punto fermo, non abbiamo mai voluto metterci a fare qualcosa senza sapere esattamente come doveva essere fatto e con che materiali per poter funzionare al meglio. I più severi utilizzatori dei nostri prodotti siamo sempre stati noi stessi, non faremmo mai qualcosa in cui non siamo coinvolti al 100%. Tante volte ci é stato chiesto “ma perché non fate tavole da wakeboard o da kite?” Certo, con la nostra esperienza nello snowboard sapremmo benissimo come farle e con che materiali, ma non le faremmo mai per il semplice motivo che nessuno di noi pratica questi sport, dovremmo prendere un prodotto e cercare di copiarlo senza esserne coinvolti, senza metterci l'anima, e non sarebbe per questo un prodotto bastard. Per quanto riguarda le tavole da skateboard non le abbiamo mai fatte perché si tratta di un prodotto troppo semplice per poter essere migliorato e in cui le ditte americane e canadesi sono leader indiscussi sia per l'esperienza e sia per il legno usato (acero canadese) che cresce solo li. Non avrebbe senso importare le materie prime per cercare solamente di fare un prodotto simile a quello americano. Non potrebbe mai essere vincente, anche perché non avrebbe mai il supporto dei media americani che giustamente cercano di spingere i loro marchi che hanno fatto nascere e vivere lo skateboard in tutto il mondo dagli anni '50 a oggi.


Da anni il team bastard è un punto di riferimento nell'ambito del settore snowboards e skateboards e molte produzioni video dell'ultimo decennio hanno visto la vostra collaborazione. Cosa significa gestire un team, ed oggi giorno è ancora fattibile mandare avanti una gruppo di atleti in modo professionale, anche in considerazione delle numerose difficoltà che incontrano le grandi company?
Noi siamo una piccola company gestita da skaters e snowboarders, perciò abbiamo sempre visto il team come un gruppo di amici che va in giro e a cui diamo materiali da testare e da sviluppare. Non abbiamo mai avuto budget milionari, ma siamo sempre riusciti a farci notare anche a confronto con le mega company del nostro settore. Ovvio che negli ultimi anni per via della crisi, i nostri budget si sono ridotti assieme al fatturato, ma cerchiamo sempre di dare il massimo per supportare eventi che aiutino a far crescere il nostro mondo.

credits: foto di Giuliano Berarducci


Sono molto interessanti le collaborazioni che create annualmente con diversi artisti, riproponendo ogni anno nuove grafiche per tshirt e le tavole...l'arte e la cultura in tutte le sue forma sono linfa vitale per lo skateboard e viceversa; in Europa, ma talvolta anche in Italia, ci sono amministrazioni pubbliche che hanno compreso questo e cercano concretamente di incentivare lo skateboard; dopo la dichiarazione del 'piano skateboard' pensi che questo sia l'anno buono anche per Milano?
Siamo sempre stati aperti alle collaborazioni, é nel nostro DNA ed é nella nostra natura perché bastard é una miscela di sangue e idee. Per quanto riguarda gli skatepark di cui il comune di Milano parla ultimamente, spero non sia solo perché ci sono i soldi dell'expo e bisogna dare un'immagine “moderna” alla città. Spero con tutto il cuore che chiunque venga coinvolto in un progetto relativo allo skateboard a Milano cerchi di fare del suo meglio per far si che quei soldi vengano investiti nel miglior modo possibile con strutture serie e di qualità.

Quest'anno hai festeggiato i tuoi 50 anni durante il Tranquillo Week End d Paura e per l'occasione il Bonassodromo, (l'half pipe di Usmate Velate per chi non lo sapesse), è stata raddoppiata. Insomma, un bel regalo non solo per te, ma anche per tutti gli skater della zona...una bella soddisfazione!?
Si, per me e per per tutti coloro che hanno contribuito al progetto é stato uno sforzo enorme, ma anche una soddisfazione enorme che sarà accompagnata da memorabili session per i prossimi dieci anni!



Skatei ormai da moltissimo tempo, ed immagino, che come atleta hai avuto periodi di forma ottimale e periodi no. In tutti questi anni di skateboarding hai seguito una preparazione specifica, oppure hai praticato e pratichi qualche altro sport, che ti ha aiutato e ti aiuta ancora oggi a chiudere degli handplant così perfetti? Da giovane ho fatto un po' di pesistica e di atletica leggera e questo credo mi ha dato una base oltre che un minimo di conoscenza del mio corpo e di come ci si allena. Poi ho sempre solo skateato e snowboardato, ma ho sempre fatto e continuo ancor oggi a a fare i miei cinque minuti quotidiani di “stretching casalingo” utilizzando le basi che avevo appreso in quegli anni. Credo sia importante cercare il modo di tenersi in forma soprattutto conducendo una vita fatta di mille impegni alla scrivania e di stress mentali pesantissimi.


 credits: Daniele Galli in bastard bowl fotografato da Giuliano Berarducci


A febbraio i teen ager della teen track saranno ospiti alla bastard bowl. Dopo aver incontrato il Bas, Danny e Fabio, questo quarto appuntamento è già una bella ciliegina sulla torta...la bastard bowl! Hai voglia di raccontarci qualcosa di più della vostra sede e della bowl? Nel caso qualcuno voglia visitare tutta la struttura e la bowl (e saranno sicuramente in molti, soprattutto gli skater del Ministero), ci sono momenti dedicati, considerato che si tratta pur sempre di uno spazio lavorativo?
La storia della bastard bowl é cominciata quando abbiamo traslocato 7 anni fa nella nostra nuova sede di via Slataper 19 a Milano. Dopo aver completato il trasloco e finito di montare le strutture interne adibite a ufficio, showroom e negozio io e Claudio ci siamo detti: “ok, ma adesso che abbiamo finito, dove costruiamo la rampa?”.Fin da quando abbiamo costituito la società avevamo deciso che un giorno nella sede ci sarebbe dovuta essere una rampa, ma adesso che finalmente la sede definitiva era stata trovata e realizzata e fosse enorme rispetto alla precedente sembrava comunque non esserci spazio....Poi però abbiamo guardato in alto e ci siamo detti “l'unica possibilità é farla lassù” e quell'unico posto era sopra i due piani di magazzino in metallo che avevamo costruito all'interno dell'ex Cinema Istria, a 8 mt d'altezza!Lo spazio a disposizione era 12mt x 12mt posto a una distanza variabile tra i 3,5 e 6mt dal soffitto per cui il modo migliore di sfruttarlo era di farci una bowl ad altezze variabili tra l'1,85 e i 2,5mt di altezza e così io e Claudio abbiamo disegnato diverse ipotesi fino a raggiungere il disegno definitivo. Sorgeva adesso un altro grosso problema: dato che il magazzino era già in funzione da mesi, con tutto l'abbigliamento sugli scaffali che non poteva essere sporcato e impolverato bisognava pensare a come realizzare una bowl in legno così grossa senza sporcare, come fare? L'unica soluzione era avere tutti i pezzi preventivamente tagliati e forati alla perfezione in moda da doverli “solo” assemblare. Serviva perciò un disegno al CAD che potesse prevedere e calcolare tutti i pezzi necessari in modo da poter essere tagliati con macchine a CNC. Un lavoro difficilissimo ed enorme svolto però con grande maestria dal nostro amico Ingegnere Marco Clozza dello studio Atelier Design di Lecco. Marco si é anche occupato di chiedere offerte ed effettuare l'ordine, ma non contento ha anche lavorato un mese come operaio per imbastire il telaio della struttura assicurandosi così che tutto il progetto funzionasse alla perfezione. Alla fine di tre mesi di duro lavoro a cui hanno contribuito tutti i nostri amici abbiamo organizzato un party d'inaugurazione epico a cui hanno partecipato oltre duemila persone e dal 28 ottobre 2009 la bowl é rimasta aperta gratuitamente a tutti gli skaters che avessero chiesto di skatearla. Naturalmente abbiamo dovuto organizzare un calendario, ma tutti gli skaters posso essere iscritti.



Davvero un ringraziamento speciale a te e a bastard da tutto il Minstero dello Skateboad!....ovviamente ti aspettiamo al Ministero!!! Grazie a voi e a tutti gli skaters e amici che vorranno venirci a trovare, a presto!
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Il Bastard Store, collocato nello storico cinema Istria di Milano, è stato  vincitore del premio ArchDaily Building of The Year del 2009 nella categoria interiors. 
Per chi volesse approfondire sulla bastard bowl qui trovate vari links: http://store.bastard.it/it/about-bastard-store
Per scoprire le collezioni bastard: www.bastard.it / store.bastard.it
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Intervista a cura di: Andrea Mariani
Fotografie presso il bastard store: Giuliano Berarducci
Foto 1 e Foto 2, autori non reperiti, concessoci diritto d'uso per l'intervista.
Video: 'Addicted to Skateboardig' presso la bastard bowl, Filmato e Montato da Luca Basilico